lunedì 21 maggio 2012

la pasta madre



come rinfrescarla
In una zuppiera capiente, aggiungere alla pasta madre un po’ di acqua.
Mescolate bene con una frusta fino a sciogliere la pasta madre nell’acqua.
Aggiungere la farina bianca fino a raggiungere la stessa consistenza che aveva inizialmente la pasta (deve rimanere comunque morbida).
Della nuova pasta così ottenuta, utilizzarne la quantità necessaria e conservare in frigo la rimanente da utilizzare nelle successive rigenerazioni.
La pasta madre si conserva in frigorifero e deve essere rinfrescata almeno una volta a settimana.
La pasta madre si rinfresca sempre con la farina bianca.
Se nelle preparazioni si preferisce utilizzare farine diverse (es. farro, integrale, ecc…), queste vanno aggiunte successivamente negli impasti di base.

fare la pizza
Ingredienti per il pre-impasto :
250 gr. pasta madre
175 gr. di farina
75 gr. acqua a temperatura ambiente
Mescolare bene la pasta madre con l’acqua, poi aggiungere la farina.
Con questo procedimento si prepara il pre- impasto almeno 5 ore prima.

ingredienti per l’impasto:
10 gr. di sale
75 gr. di olio di girasole
550 gr. di farina a piacere (es. farro, kamut, integrale, ecc…)
150 gr. di acqua tiepida

Trascorse 5 ore dalla preparazione del pre-impasto, aggiungere l’acqua dove è stato sciolto il sale, l’olio e mescolare bene con la frusta. Aggiungere quindi la farina e impastare tutto molto bene. Stendere l’impasto nelle teglie e lasciare
lievitare almeno 2 ore, quindi farcire la pizza a piacere.
Cuocere in forno a 180/200° per circa 20 minuti.

martedì 15 maggio 2012

griffin e il pollo


Le radici economiche - alla base dello scontro tra specie umana e avicola - e i danni che questo crea per l’umanità, sono metaforicamente illustrati in questo efficace cartone animato.


martedì 8 maggio 2012

istanbul - report Han 38


Abbiamo visitato uno dei due posti di coworking di Istanbul, situato nel quartiere di Karakoy, appena passato il ponte di Galata. 


Si trova in una zona vissuta soprattutto dalla popolazione locale e abbastanza malmessa, al centro di un processo di ristrutturazione guidato dal Comune per ridargli valore e farne un’area ad uso delle grandi imprese, che dovrebbero subentrare alla presente e tradizionale rete di piccoli rivenditori di ferramenta. 


Come in altri casi di città europee, gli artisti sono andati a risiedere in queste aeree poco care cambiandone la conformazione e ad oggi ci sono circa una quindicina di gallerie d’arte che espongono opere di progettisti e designer in ascesa. 


In questo contesto si situa il coworking da noi visitato, che attualmente ospita 2 architetti e 2 ingegneri informatici, con lo scopo di creare una piccola comunità di giovani professionisti, fotografi, artisti, e designer che interagiscano in modo creativo: ci è stato fatto l’esempio dello sviluppo di piattaforme di ambienti tridimensionali per videogiochi, da parte degli attuali coworkers. Le due ‘architette’ sono turche, giovani allieve di un professionista pare piuttosto conosciuto nella capitale; i due ingegneri informatici sono europei. 


Esiste una rete sociale che permette al gestore del posto, un californiano sulla trentina, di selezionare coloro che vorrebbe facessero parte del suo progetto. Il tempo minimo di affitto del posto è stato da lui fissato a tre mesi, termine temporale sotto il quale ritiene non sia possibile creare un senso di comunità.

In ogni caso, l’esperienza è piuttosto recente: è solo da 15 mesi che esiste questa sede. L’anno precedente il posto è stato utilizzato da altre 4 persone, anche loro di diverse nazionalità, turca ed europea, mentre i nuovi affittuari sono lì dall’inizio dell’anno corrente. Il lavoro del californiano è più di mediatore: da un lato prende in affitto il posto e lo ‘sub-affitta’ai professionisti, dall’altro lavora nella creazione di una comunità nella zona, che tra l’altro sta sviluppando anche bar di stile e con macchine da caffè italiano come ritrovo per giovani professionisti cosmopoliti e dotati di i-phone e minicomputer professionali.


Il posto affittato è su tre piani: al primo sta James, il californiano; al secondo i professionisti, cui viene fornito solo tavolone e sedie, per cui gli strumenti di lavoro sono di proprietà dei coworkers, al terzo una sala riunioni con un altro tavolo.


In totale, secondo il sito web, che tuttavia appare poco curato - è stato fatto in mezz’ora- 120 metri quadrati. Pare che l’altro posto di coworking a Istanbul non sia troppo riuscito e solo questo funzioni: lo ha detto James e in effetti il referente dell’altro posto non è stato troppo pronto a rispondere alle mie mail né a capirne il significato.
Secondo Claudia, il posto, oltre ad essere spartano, pareva anche poco pulito, quindi forse non veniva nemmeno offerto il servizio di pulizia. 


L’integrazione con l’ambiente circostante appare comunque buona, nel senso che è conosciuto nella zona e pare sia parte della lotta che i residenti stanno facendo per non essere estraniati dalla zona dal progetto del comune, teso a soppiantarne le piccole imprese e le piccole case, che vengono comprate e affittate per non farle abbattere.
Il posto visitato appare innovativo nel concetto di organizzazione del lavoro e di collaborazione tra diversi professionisti, rispetto all'idea di coworking è un pò limitato nell'accoglienza di persone esterne che necessitano di una postazione saltuaria. Essendoci persone 'fisse' ci si aspetterebbe un luogo fisico più accogliente e 'personalizzato', invece gli arredi sono al minimo indispensabile e la manutenzione è trascurata. 


Trattandosi comunque di un quartiere in veloce cambiamento non è detto che tra un anno la situazione non sia già migliorata.

lunedì 7 maggio 2012

segnali da youtube - terra reloaded


Terra reloaded è una produzione del 'think tank' di Beppe Grillo e risale al 2008; consta di esaurienti interviste a stimati ecologisti come Lester Brown, economisti come il nobel Joseph Stiglitz, sociologi come Jeremy Rifkin e altri. Dura circa un'ora e tratta in modo chiaro di come l'impellenza di passare ad un'era post-petrolifera sia sostenuta da vari argomenti: il suo aumento di prezzo porterà ad una inflazione generalizzata del costo del cibo, che colpirà tutti e soprattutto i più deboli; il suo consumo aggrava il cambiamento climatico, che porterà a sommergere le città sulla costa e a prosciugare i fiumi ora alimentati dai ghiacciai di montagna. Tra le energie alternative il nucleare è pericoloso, costoso, inquinante; i biocarburanti sono insostenibili economicamente ed ecologicamente, dovendo abbattere le foreste. Le rinnovabili come solare, eolico, geotermico, moto ondoso e biomasse sono la soluzione, che richiede tuttavia un ripensamento complessivo degli stili di vita, di produzione e riproduzione, prefigurando una 'politica della biosfera' che tenga conto dell'impatto sull'ambiente delle nostre azioni. Tra queste, riveste grande importanza l'alimentazione mediante cibo locale, biologico, sostenibile, le cui ragioni vengono chiarite in modo semplice e comprensibile, concludendo con lo slogan 'Vota con la tua forchetta!'.


martedì 24 aprile 2012

tempo di ecomia

...anche quest'anno, dopo inenarrabili sbattimenti, ce l'abbiamo fatta.
E' un momento che , come RiGAS e Pacha Mama, dedichiamo alla città. Il cuore dell'evento è lo spettacolo degli Itineraria, "Q.B.", del quale vi ho parlato più sotto, e che è un po' il seguito ideale di H2Oro. Spero che verrete e che ne potremo discutere su questo blog.



VENERDI 4 MAGGIO
ore 21.00 – Teatro degli Atti Q.B. Quanto Basta – Stili di vita per un futuro equo
Itineraria Teatro - Ingresso libero

SABATO 5 MAGGIO
ore 10.00 – Sala del Podestà – I GAS tra Provincia e Regione Secondo incontro dei G.A.S. della Provincia di Rimini – Coordina la redazione di Romagna e dintorni a TuttoGas

ore 17.30 – Sala del Podestà Campagna per gli acquisti - Incontro con Carlo Gubitosa (giornalista) della campagna Congela il debito e con Nazzareno Gabrielli (Banca Popolare Etica) della campagna Non con i miei soldi

ore 20.00 – Arboreto Cicchetti via Bufalini Riccione Cena Eco&Equo – Chi mangia sano va lontano - su prenotazione al numero 0541/29162

DOMENICA 5 MAGGIO

ore 10:00 – Sala del Podestà Un anno di Pacha Mama - Assemblea Annuale

dalle 10.00 alle 19.00 – Vecchia Pescheria, Piazza Cavour
Mercatino dei prodotti a filiera corta

dalle 10.00 alle 18.00 – piazza Cavour Ludobus Scombussolo, giochi per bambini e non solo!
dalle ore 16:00 – piazza Cavour Campagna Io Equo! Semina collettiva in piazza, a cura di Pacha Mama
ore 18.00 –  Sala del Podestà Proiezione del documentario Terramacchina di Daniele di Domenico, produzione CIREA Università di Parma – a seguire tavola rotonda

LUNEDI' 21 MAGGIO
Ore 2O:00 Arboreto Cicchetti, via Bufalini, Riccione - Incontro col produttore: PARC Palestinian Agricultural Relief Committe - Cena a base di cous cous  su prenotazione al numero 0541/29162



lunedì 9 aprile 2012

energia per l'astronave Terra

Nicola Armaroli, Vincenzo Balzani

Energia per l’astronave Terra

Nuova edizione aggiornata e ampliata
con gli scenari energetici per l’Italia di domani

Un libro di grande successo sul tema dell’energia, vincitore del premio Galileo per la divulgazione scientifica,
ritorna in una versione interamente aggiornata e con due nuovi capitoli dedicati alla situazione italiana.
Dopo il disastro di Fukushima e il referendum del giugno 2011 questa nuova edizione spiega perché sia stata una decisione saggia evitare la trappola del «ritorno al nucleare».
Sfatando miti diffusi e fornendo informazioni puntuali, mostra anche come sia infondato lo scetticismo di molti ascoltati opinionisti sul presente e sul futuro delle energie rinnovabili.
Questa è la fonte giusta per chi vuole documentarsi con dati solidi e capire i veri termini del problema energetico che l’Italia deve rapidamente affrontare e risolvere.
Ecco un libro che mi sento di suggerire caldamente, del tutto accessibile anche a chi, come me, ha un approccio alla materia volenteroso ma privo di qualsivoglia base scientifica, per almeno due buoni motivi.
Il primo motivo è che i due autori non sono dei divulgatori qualsiasi, ma due accademici e scienziati di provato merito. Le informazioni non sono buttate lì, ma contestualizzate storicamente, con un linguaggio abbastanza chiaro perché chiunque possa capire di cosa si sta parlando.
Il secondo motivo è che dice una parola definitiva sul nucleare. Fermo restando tutti i limiti e le incognite dello sfruttamento dell'energia nucleare (economicità del ciclo industriale, sicurezza degli impianti in condizioni ordinarie e in presenza di scenari catastrofici, smaltimento delle scorie, legame indissolubile e ambiguo con l'industria millitare), Armaroli e Balzani sottolineano anche un'altra, formidabile ragione per cui non ha senso ricorrervi, ed è una ragione essenzialmente economica. Se le casse dello stato non garantiscono la copertura degli enormi costi dell'intero ciclo industriale, nessuna impresa privata è disposta a investire un euro in progetti dai rischi così alti e dalla tempistica così lunga (10 anni in paesi tradizionalmente efficienti, figuriamoci da noi). Insomma, l'industria civile nucleare è stata affossata dalle leggi di mercato e non da un demagogico ambientalismo, con buona pace di Umberto Veronesi e compagnia cantante.
Per finire sul nucleare vi lascio questa chicca: al prossimo che vi dice "Ah, sì, però, signora mia, in questo modo siamo costretti a pagare a caro prezzo l'elettricità prodotta con il nucleare in Francia" potete tranquillamente rispondere "Falso. E' la Francia che è costretta a vendere elettricità a basso costo durante la notte, perché si deve liberare del surplus prodotto dai propri impianti".
La terza parte del libro è ovviamente dedicata alle rinnovabili, in cui i deprimenti dati italiani emergono in tutta la loro negatività. Gli stessi autori confessano che per chi si occupa di questioni energetiche in Italia, la scarsissima diffusione del solare termico è motivo di insopportabile imbarazzo. Speriamo che sia sufficiente l'ingiunzione della Comunità Europea - che prevede per il 2020 di portare al 20% la produzione di energia rinnovabile negli usi finali - a scuoterci da uno stallo preoccupante. In uno scenario futuro, neanche tanto fantascientifico, l'Italia potrebbe partecipare attivamente al progetto Desertec, che mira a condividere le energie rinnovabili - solari, eoliche, geotermiche, idrelettriche - di Europa, Nordafrica e Medio Oriente. La nostra posizione chiave nel cuore del progetto ci renderebbe un partner ideale per l'infrastruttura di trasporto.
Il dato finale, sorprendente, (non resisto, ve lo svelo) che sfata alcuni luoghi comuni del dibattito sulle rinnovabili, è che l'energia solare già oggi sfruttabile è pari a oltre 20 volte i consumi globali di energia primaria. Questo significa che potremmo già far funzionare il mondo a rinnovabili, ma è necessario un approccio diametralmente opposto rispetto all'attuale.

martedì 3 aprile 2012

genuino clandestino a Rimini

Lunedi 23 Aprile alle 21.00 appuntamento in Cineteca.

Per la rassegna dedicata al documentario, verrà proiettato GENUINO CLANDESTINO di Nicola Angrisano.

Interviene, per il collettivo Angrisano, Raffaele Aspide.

La serata è in collaborazione con il RiGAS. Eccovi il trailer:








Decine di coltivatori, allevatori, pastori e artigiani si uniscono nell’attacco alle logiche economiche e alle regole di mercato cucite sull’agroindustria, per difendere la libera lavorazione dei prodotti, l’agricoltura contadina, l’immenso patrimonio di saperi e sapori della terra. Da questa rete nasce la campagna Genuino Clandestino, con donne e uomini da ogni parte d’Italia che si auto-organizzano in nuove forme di resistenza contadina. Mentre la burocrazia bandisce dal mercato migliaia di piccoli produttori, il consumatore continua a subire, spesso inconsapevolmente, modelli di produzione del tutto inadeguati a garantire genuinità ed affidabilità dei cibi.

Nicola Angrisano irrompe nel mediascape nel 2003. Con lui nasce Insu^tv, televisone pirata a Napoli. In questi anni Insu^tv realizza diverse inchieste sui territori. Negli ultimi due anni prende forma Una montagne di balle, docufilm sulla vicenda rifiuti campana. Nicola Angrisano è la molteplicità delle visioni: è un’identità collettiva di un gruppo di mediattivisti che in maniera radicale cercano diverse chiavi di lettura per trasformare semplici narrazioni in strumenti di lotta. Dopo Una montagne di balle, hanno diretto Il tempo delle arance che ha vinto il Premio Doc.it 2010 a Visioni italiane a Bologna e il primo premio al Collecchio Film Festival.